Stefano Duri

Sono nato a Roma il 19/10/1948 da Maria Luigia Camboni, di 34 anni impiegata ed Ettore Duri di 36 anni, maresciallo dei Carabinieri.

Ho abitato in un quartiere popolare fino all’età di 12 anni, insieme a mia sorella Serenella, dove vengo a contatto con realtà umane, le più variegate che mi portano ad una maturazione personale affezionando una sensibilità rivolta all’empatia con le persone con cui vengo a contatto. Per varie volte ci trasferiamo in vari punti della città.

Fino a 18 anni faccio qualche lavoretto: il macellaio, lavoro al bar e poi mi viene offerta la possibilità di prendere la responsabilità di gestire un negozio all’ingrosso.

a ventanni parto per il servizio militare, che si svolgero’ a Pisa e Livorno nei paracadutisti.

Alla fine della ferma, dopo 15 mesi, per un “caso” fortuito ho l’opportunità di conoscere personalmente Padre Pio. Nell’incontro, il frate non pronunciò nemmeno una parola, solo i suoi occhi mi avvolsero e la sua mano guantata si posò sulla mia fronte. In quel momento ebbi la netta sensazione di una mano che affondava nel mio cuore strappandogli, direi fisicamente, una lunga spada, lasciandomi una sensazione di libertà, felicità e benessere che si espressero con un largo sorriso.

Dopo questa esperienza nella  mia vita inizio’ un cambiamento. Conobbi Maria Pia, ci sposammo dopo quattro anni. Nel frattempo trovai lavoro stabilmente nel commercio.

Dalla nostra unione nel 1974 nacque Luca Maria, nel 1976 Giuseppe, nel 1983 Annalisa, nel 1984 Federica.

La mia vita trascorse per circa 20 anni tra diversi impegni e problemi di famiglia.

Il 15 marzo 1993 a 45 anni il mio cuore mi dice “fermati” ed è il mio primo infarto, con un arresto cardiaco di circa 50 secondi. Sono qui a raccontarvelo perché mia moglie mi ha portato di corsa in ospedale e l’arresto è avvenuto in unita’ coronarica mentre il dottor “Natale”mi stava visitando. 

Dal momento dell’arresto cardiaco, e nei seguenti 50 secondi, con grande gioia e serenità ho cominciato a salire verso una grande luce accecante. Al momento del “rientro” nel mio corpo, ho avvertito l’odore dei peli del mio petto, bruciati dal defibrillatore, una grossa sofferenza fisica e incertezza nel futuro.

A questo punto per avere una vita “quasi normale”, avrei dovuto subire un intervento di 4 bypass coronarici, ma il “caso” volle che il giorno prima di sottopormi all’operazione, i medici decisero di tentare un angioplastica: una via più semplice e meno invasiva.

Dopo circa un anno di convalescenza, ripresi il lavoro, con mansioni diverse e meno stressanti.

Nell’ottobre del 1998 l’azienda manda tutto il personale impiegatizio per 5 anni in cassa integrazione. A quel punto mi ritrovo “a spasso”. Ho appena il tempo di prendere i ritmi domestici, che mia moglie si ammala di leucemia fulminante e dopo 6 mesi, passati insieme in ospedale, il 14 marzo 1999 muore.

Rimango solo, senza parenti, senza mia moglie, senza lavoro, con i due figli maschi costretti ad abbandonare gli studi universitari per trovare lavoro e  due figlie femmine appena adolescenti.

Il “miracolo” è che in ogni caso il mio equilibrio non viene a mancare, ed anzi le difficoltà sono superate senza sforzo

Per tutto il 2001 lavoro a Napoli per l’enciclopedia Treccani.

Tra la fine del 2001 e l’inizio del 2002,  mi trovavo in una situazione malinconica, quando una mattina uscendo di casa, passò davanti ad un negozio sento un “ciao”, che credo sia rivolto a me. In realtà era rivolto alla proprietaria del negozio. Rispondo al saluto con un “ciao” e ritrovo una persona che conoscevo, ma con cui non ho mai approfondito un’amicizia: Valeria entra nella mia vita e io nella sua. Quel giorno abbiamo passeggiato a lungo parlando di tutto e con grande gioia. Credo che da quel giorno non ci siamo mai persi di vista.

Ho trovato un’amica del cuore e ancora di più. Mi ha “sopportato” e “supportato” e lo fa ancora. “Solo per oggi” è così e chissà.

In concomitanza con questa ritrovata relazione, Reiki chiama. Durante un seminario sull’autostima nel quale occorreva riportare i sogni, in due diverse occasioni si ripetevano delle frasi. La prima diceva: “Fatte canale”, la seconda “Polacco, canapè, de Petris”.

La risposta alla prima frase giunse al 21 aprile 2002, quando presi il primo livello di Reiki, durante il quale ebbi la “canalizzazione” dell’energia. Da quel giorno è iniziato il lavoro di Reiki su di me e di me con Reiki.

Dopo il seminario Intensivo di Agosto, nell’ottobre 2002, prendo il secondo livello di Reiki.

La strada è proseguita tra vari seminari di primo livello, avanzati e premaster. Il 2 gennaio 2004 ho avuto il mio secondo infarto che ho gestito in maniera veloce e semplice. Nel giro di tre ore ho avuto 4 angioplastiche nel cuore e relativi “stent” e sono tornato come nuovo. Dopo una settimana ero a casa.

Nell’agosto 2004, durante il premaster dissi che non sarei mai diventato Maestro di Reiki. Ma, a Pasqua 2005, la profezia del sogno di tre anni prima “Polacco, canapè, de Petris” si avverava: sono diventato Maestro di Reiki quando il Papa polacco, “il successore di Pietro” (de Petris) fu posto su un canapè per essere salutato dal mondo.

Dopo sette anni dall’ottobre del 1998, inizio delle mie vicissitudini, ad ottobre 2005, nasce il Centro Reiki di Roma

Riprendo la narrazione della mia storia :

sono passati 13 anni e il mio centro ha continuato a lavorare con me anche dopo che il mio maestro mi ebbe passato il suo ultimo insegnamento,anche se forse non se ne è nemmeno reso conto e cioe’ che ognuno di noi deve imparare a fidarsi solo di se stesso, non affidandosi  troppo alla volonta’ altrui compreso il tuo stesso maestro,e di questo lo ringrazio sentitamente,spero che anche per lui sia stata una buona cosa. E’ una delle prime cose che mi viene da dire ai miei allievi affinche’ facciano tesoro di queste parole.

A ottobre ho compiuto i miei 20+50 anni e mi aspetto ancora molto o molto poco dalla mia vita,solo per oggi domani è un’altro giorno.